APRES-MIDI DI UN FAUNO E DI UNO ZANNI (20 giugno 2026)
Sabato scorso questo pubblico variegato, proveniente da Recoaro, da Marostica e dal vicentino, con una minima quota altopianese, è stato spettatore di un laboratorio, cavie nella cavea di un esperimento, una seduta spiritica spiritosa.
Ho voluto incontrare gli ectoplasmi del mio passato veneziano....fossili su fossili, brandelli, macerie di un carnevale vero intendo, non quello delle maschere in serie, dei Pierrot dalla lacrima facile o dei Clown con la pallina rossa sul naso, buoni per ammansire i sensi del buon costume, ma quello scostumato del Medio Evo, un flusso continuo di persone a cambiar pelle e panni, rovesciamento di ruoli e poteri, osceno in scena. Quarantasei anni fa il carnevale serio era ricomparso per qualche stagione e io mi son fatto trovare pronto saltando di Pan in frasca. Era già passato un ventennio da quando ero sceso dalla montagna a Venezia per studiare la bellezza e da buon Zanni, senza saperlo, ho imparato a conoscere la città meglio dei cittadini...
Venedige, Venissia, Venusia...
Foto: O.S.Capraro, L.Caleffi, D.Balestro, G.Spiller.